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Lultima difesa
di Sir Arthur Conan Doyle sulle orme di Sherlock Holmes.
The ghost of Roger Casement O What has made that sudden noise ? The ghost of Roger Casement John Bull has stood for Parliament, The ghost of Roger Casement John Bull has gone to India The ghost of Roger Casement I poked about a village church The ghost of Roger Casement ( William Butler Yeats ) Risulta a mio avviso quanto mai preziosa, una vera " perla " , la notizia - confermata anche nella recente biografia di Sir Arthur Conan Doyle per la penna di Mr. Martin Booth (1) -, ove si ricorda come il creatore di Sherlock Holmes, per quanto fosse un "fervente patriota", ebbe tuttavia il coraggio - non indifferente visto che si era in piena Prima Guerra Mondiale (1914-1918) e la rivolta della " Pasqua di Sangue del 1916 " a Dublino non fu certo uno " scherzo " per le sorti e la stabilità stessa del Regno Unito ! -, di schierarsi in difesa di Sir Roger David Casement: l " eroe irlandese " che agli inizi del Secolo XX° aveva fermamente denunciato prima le atrocità del Colonialismo belga nel Congo (nel 1904), e successivamente quelle non meno sconvolgenti ai danni degli indios nella regione del fiume Putumayo in Perù (il suo rapporto fu pubblicato dal Parlamento nellanno 1912) ad opera tra gli altri di una compagnia privata inglese ("the Peruvian Amazon Rubber Company " che verrà disciolta a causa di ciò nel 1913). Egli, infatti, agli occhi delle autorità britanniche, si era ora macchiato " dalto tradimento " per aver tentato di far pervenire " fucili tedeschi " agli insorti irlandesi del "Easter Rising of 1916 ". La difesa di Sir Arthur Conan Doyle fu però vana: Sir Roger Casement fu condannato a morte e la sentenza venne eseguita mediante impiccagione poco tempo dopo le condanne e le fucilazioni a Dublino di coloro che egli aveva voluto aiutare, e tra gli altri i membri di quel " Governo provvisorio " (rimasto in carica per i 6 giorni dellinsurrezione ), per lo più poeti e scrittori, che avevano firmato e solennemente proclamato in nome del Popolo irlandese la " Dichiarazione dIndipendenza " dell "Irish Republic ", Padraic H. Pearse, Thomas J. Clarke, Joseph Mary Plunkett, Seán Mac Diarmada, Thomas McDonagh, Eamonn Ceannt e James Connolly. Ma procediamo per gradi e mi si consenta di fare un piccolo passo indietro. È ben noto presso tutti gli appassionati che leclettico Sir Arthur Conan Doyle aveva un rapporto che si potrebbe definire di " amore-odio " per il suo più famoso personaggio, il celebre detective privato Sherlock Holmes - tanto da preferirgli di gran lunga Sir Nigel Loring ( " My absolute top ! ", come si espresse scrivendo alla madre Mary Foley Doyle), il Tenente degli Ussari di Napoleone Etienne Gerard o il Professor George Edward Challenger -, al punto di meditare ed arrivare persino a perpetrare il suo " assassinio " per mano del Professor James Moriarty alle Cascate di Reichenbach in Svizzera. Lo spirito di tale rapporto è espresso come meglio non sarebbe davvero possibile nella caricatura di Sir Arthur Conan Doyle " incatenato a Sherlock Holmes ", opera di Sir Bernard Partridge ed apparsa sul " Punch " nel 1926. Ora, però, debbo ricordare il fatto che - come nella sua Autobiografia (2) Sir Arthur Conan Doyle stesso ci racconta - in almeno due famosi casi egli cercò anche di ripercorrere le orme della sua ripudiata creatura, sentendosi chiamato dal suo alto senso di Giustizia a correre in difesa di altrimenti oscure " vittime ", perché fossero evitati altrettanti clamorosi " errori giudiziari " ai danni di innocenti ingiustamente condannati. Grazie allindiscussa fama di Sherlock Holmes, infatti, Sir Arthur Conan Doyle veniva spesso interpellato dalla Polizia che gli chiedeva un aiuto per risolvere i casi più complicati ed oscuri. Lo scrittore scozzese dorigine irlandese, suo malgrado, finiva spesso con laccettare, mettendo in pratica le sottili capacità deduttive che aveva sempre applicato alle trame dei suoi romanzi da lui ufficialmente misconosciuti. Ma accadeva che si rivolgesse a lui anche qualche povero diavolo accusato ingiustamente. Cerano stati per lappunto due casi eclatanti, il primo dei quali (nel 1907) ebbe come sfortunato protagonista George Edalji, figlio di un pastore anglicano di colore, il Reverendo Shapurji Edalji, un " Parsee " convertitosi alla Chiesa dInghilterra, nominato parroco di Great Wyrley, a Nord-Ovest di Birmingham, il quale si era sposato con uninglese bianca, da cui aveva avuto tre figli. Per anni la famiglia era stata per questo motivo perseguitata da lettere anonime e dalle malevole dicerie dei vicini. Ed il giovane George, frutto di ununione ritenuta quanto meno sconveniente dai gretti parrocchiani dello Staffordshire, era diventato il naturale capro espiatorio per linsolito caso di una lunga serie di mutilazioni ai cavalli della zona, inflitte da un maniaco mai colto sul fatto. George Edalji, giovane studente in Giurisprudenza, per amaro scherzo del destino fu così arrestato e condannato a sette anni di lavori forzati. Questo accadeva nel 1903. " Fu solo nellautunno del 1906 che mi capitò fra le mani un giornale poco noto, "The Umpire", e la mia attenzione fu attratta dallautodifesa del prigioniero, lì pubblicata. Alla lettura mi colpì laccento di indiscutibile verità dello scritto, ed ebbi limpressione di trovarmi di fronte a una spaventosa tragedia, alle cui conseguenze avrei dovuto ovviare prodigando tutti i miei sforzi ". Sir Arthur Conan Doyle, informato della cosa in tal modo, condusse minuziose indagini per proprio conto, ricostruendo ogni singolo fatto ed alla fine dimostrando come George Edalji fosse del tutto estraneo alla vicenda. Poi, prese a pubblicare una serie di articoli sul quotidiano " Daily Telegraph ", in cui attaccava la Polizia locale per lintollerabile razzismo che stava alla base del suo operato, e accusava lo stesso Ministero degli Interni di colpevole cecità. Era esploso così uno scandalo. " A voler cercare in tutto il paese, sono sicuro che non si
sarebbe trovato un uomo meno adatto di Edalji a commettere il delitto per il quale era
stato imprigionato. La sua condotta era irreprensibile: nulla gli era mai stato
rimproverato; il suo vecchio maestro di scuola testimoniava sul suo carattere mite e
socievole. Per un certo tempo era stato addetto allufficio di un Procuratore Legale
di Birmingham, che dava di lui le migliori referenze; non aveva mai rivelato istinti
crudeli; era così appassionato della sua professione che negli studi giuridici aveva
conseguito i maggiori onori, e, appena ventisettenne, aveva già scritto un libro sulla
legislazione ferroviaria; era inoltre del tutto astemio, e così miope da non esser in
grado di riconoscere una persona alla distanza di due metri. Il Governo Liberale nominò pertanto una Commissione dInchiesta, giungendo al compromesso di scarcerare George Edalji ma senza risarcirlo per i tre anni ingiustamente scontati. Sir Arthur Conan Doyle però non si rassegnò, continuando a denunciare sulle pagine della stampa inglese quella mancanza di coraggio da parte della Giustizia che non voleva riconoscere il proprio errore. Per una volta, tra le innumerevoli lettere entusiastiche dei suoi ammiratori, lo scrittore si era visto recapitare anche fogli pieni di insulti e di minacce, inviati dalla stessa brava gente dello Staffordshire che aveva osteggiato la famiglia del pastore ed il figlio meticcio. " Fu una decisione disgraziata, e la società legale, su proposta di Sir George Lewis, mostrò ciò che ne pensava, riammettendo immediatamente Edalji nellAlbo dei Professionisti Procuratori, il che non avrebbe mai fatto se ne avesse ritenuta biasimevole la condotta. La cosa finì lì. A tuttoggi quelluomo sfortunato, la cui umile famiglia aveva speso centinaia di sterline per la causa, non ha mai potuto ottenere uno scellino di compenso per il danno inflittogli: è una macchia negli annali della Giustizia inglese, macchia che oggi ancora si sarebbe in tempo a cancellare ". Nei giorni successivi al suo secondo matrimonio con Miss Jean Leckie, il 18 Settembre 1907, nella Chiesa di St Margaret a Westminster ( la notizia fu riportata dai giornali di mezzo modo: il " Buenos Aires Standard " ad esempio titolò: " Sherlock Holmes Quietly Married " ! ), Sir Arthur Conan Doyle si lasciò coinvolgere in un altro caso analogo. Un certo Oscar Slater era, infatti, stato condannato per lassassinio di unanziana donna, lottantaduenne Miss Marion Gilchrist, avvenuto il 21 Dicembre 1908 nel suo appartamento al primo piano del n. 15 Queens Terrace, West Princes Street, a Glasgow; e questo benché le descrizioni dei vicini indicassero tuttaltra persona e lui si trovasse lontano da quel luogo al momento del delitto. Laccusa si era basata quasi esclusivamente su una spilla doro, unico oggetto di valore trafugato in casa della vittima, e sul fatto che Oscar Slater avesse impegnato un gioiello simile al Monte di Pietà. " Sbarazzatomi definitivamente delle beghe dellaffare Edalji, venni coinvolto in quello di Oscar Slater, in un certo senso collegato col precedente. Poiché infatti mi si attribuiva generalmente il merito della liberazione di Edalji, i sostenitori della innocenza di Slater mi ritennero in grado di adoperarmi con successo anche per questo caso. Confesso che fui riluttante allinvito; quando poi ebbi esaminato i fatti, mi accorsi che il caso di fronte al quale mi trovavo era ancora più grave di quello di Edalji. Lo Slater infatti non era colpevole del delitto attribuitogli, più di quel che potessi essere io stesso: quando, alla lettura della condanna, gridò al Giudice di non aver mai saputo che esistesse la donna assassinata, sono sicuro che egli esprimeva letteralmente la verità. Tutto però fu vano. Sebbene lo Slater fosse per certi riguardi persona di cattiva fama, giocatore dazzardo e avventuriero di dubbia moralità, la sua condanna rappresentava pur sempre unorribile macchia per la Giustizia scozzese, dalla quale fu condannato, prima a morte, poi allergastolo. Ancora oggi lo sfortunato è in prigione ". Sir Arthur Conan Doyle, ormai certo della sua innocenza, decise di trasferirsi per qualche tempo in Scozia, svolgendo indagini approfondite: in tribunale o presso le abitazioni dei testimoni, andando a cozzare il più delle volte contro la dabbenaggine di giurati e dei poliziotti. Nonostante la distanza abissale che separava Sir Arthur Conan Doyle ed il suo modo di intendere la vita e il mondo intero dal povero Oscar Slater, ebreo e per di più persona di cattiva fama, giocatore dazzardo e avventuriero di dubbia moralità, il creatore di Sherlock Holmes mise tutta la sua dedizione nel risolvere il caso, e con ammirevole perseveranza si intestardì a demolire una ad una le false accuse della Polizia. E che ammirevole ma inutile battaglia fu quella ! " Ecco, a grandi linee, come stavano le cose. Una donna anziana,
certa Miss Marion Gilchrist, era stata assassinata brutalmente nel suo alloggio, mentre la
cameriera, certa Helen Lambie, si era assentata pochi minuti per fare la spesa; la testa
della vittima era stata fracassata con un corpo contundente. I vicini, allarmati dal
rumore, erano accorsi con la cameriera, e avevano visto lassassino che si
allontanava. Alla descrizione che di lui diedero non corrispondevano affatto i connotati
di Oscar Slater. Movente del delitto non sembrava fosse stato il furto, poiché non si
trovarono tracce di scasso: era solo scomparsa una spilla con diamanti; una cassetta
contenente delle lettere venne invece trovata spezzata e i fogli sparsi in giro. Chiunque avesse un minimo senso della Giustizia dovette ammettere con sé stesso che lo scrittore scozzese meritava grande considerazione per i suoi sforzi. Per settimane non fece altro. Attraversò Glasgow da un capo allaltro, si avventurò nelle bettole più malfamate, bussò a decine di porte. Un grosso risultato fu scoprire che la spilla doro, la principale prova daccusa, apparteneva da anni ad Oscar Slater e non centrava per niente con quella della vittima. Unendo questo fatto alle testimonianze raccolte, Sir Arthur Conan Doyle credette di avere finalmente raggiunto lo scopo. Ma era troppo tardi. Lopinione pubblica, sobillata dai giornali, aveva già emesso la sua condanna. La macchina della Giustizia, a quel punto, si rifiutò di fare marcia indietro. Allora Sir Arthur Conan Doyle scrisse un breve libro sul caso, facendolo stampare a tempo di record. La risonanza a livello nazionale obbligò il Governo a nominare ancora una volta una Commissione dInchiesta. Tutto si risolse però in una farsa: pur riconoscendo gravi errori nella conduzione del processo, la conclusione fu che Oscar Slater era comunque colpevole. Ma torniamo, infine, al caso della petizione presentata da Sir Arthur Conan Doyle in favore di Sir Roger David Casement. Procederò per prima cosa alla lettura di quella che potrebbe benissimo essere la breve nota biografica dellarchivio del " Diogenes Club " di Mycroft Holmes, in merito a questa " singolare figura di irredentista anglo-irlandese ": Sir Roger David Casement (nato il 1° Settembre 1864 a Kingstown [ora Dún Laoghaire], Contea di Dublino - morto il 3 Agosto 1916 nella prigione di Pentonville, Londra). Rivoluzionario e martire irlandese. Addetto al Servizio Consolare Britannico nellAfrica Orientale Portoghese (Mozambico 1895-1898), in Angola (1898-1900) ed infine nello " Stato indipendente del Congo " (dal 1901 al 1904); questultimo era stato proclamato dal re del Belgio Leopoldo II° sua " colonia personale ", dopo il via libera ottenuto dal Concerto delle Grandi Potenze dellEuropa dallora al Congresso di Berlino nel 1885. Su quello che era poi destinato a rimanere uno dei peggiori esempi di dominazione coloniale, Roger Casement inviò dettagliati rapporti che documentavano le atroci crudeltà e gli stermini di massa perpetrati in Congo ai danni degli indigeni, e che ebbero vasta eco in tutta Europa e negli Stati Uniti. Era allora un uomo sulla quarantina, alto, allampanato, con la caratteristica lunga barba nera a punta, due grandi occhi pensosi e ripieni di quella aria perplessa e malinconica, con quella espressione di profonda tristezza che egli assumeva sempre, quasi con lorgoglio del cavaliere don Chisciotte della Mancia, e come se portasse in sé tutti i dolori del mondo che avrebbe poi visto e combattuto in ben 3 Continenti. Né i suoi erano mai stati i soliti rapporti compilati per dovere dufficio in stile burocratico, perché Roger David Casement vi metteva sempre dentro tutta lanima. Egli non era un funzionario di carriera. Fin da quando, ancor giovanissimo, aveva preso servizio su un piccolo piroscafo per visitare lAfrica, il vasto e misterioso Continente aveva avuto per lui solamente una nobile attrazione. La sua fantasia lo aveva visto attraverso leco delle memorabili imprese del missionario ed esploratore scozzese David Livingstone (Blantyre, Glasgow 1813 - Citambo, Rhodesia del Nord 1873), il quale nel corso di 30 anni circa aveva percorso quasi un terzo dellAfrica, trasformando tutte le cognizioni che fino ad allora si erano avute sullimmenso e sconosciuto Continente oppure quelle ben più prosaiche di Sir Henry Morton Stanley (nome adottato dallesploratore e giornalista di origine inglese James Rowlands, Denbigh, Galles 1840 - Londra 1904). Ma a differenza di questultimo, nessun movente personale aveva mai allettato Roger Casement. Egli non aveva mai pensato a possibili fortune per sé. Lo avevano invece sempre guidato un inquieto spirito di avventura ed un vago idealismo. Fra civiltà e barbarie, nel senso in cui queste parole sono ancor oggi comunemente intese ed usate, ci sono, secondo certi scettici, meno differenze di quelle che appaiono alla superficie. Ma Roger Casement non era uno scettico: era un " credente " (nel senso laico del termine) e gli arrideva lidea di cooperare ad una grande " opera umanitaria e civilizzatrice ". Per questo era stato con entusiasmo che nellestate del 1903 aveva ricevuto dai massimi vertici del "Foreign Office " (il Ministero degli Esteri inglese) lordine tassativo di fare una scrupolosa inchiesta nellinterno, di ottenere il maggior numero di testimonianze e di raccogliere tutti quei documenti che gli fosse stato possibile sul trattamento degli indigeni nello " Stato Libero del Congo ". " Io lo vidi partire - scrisse di lui il celebre romanziere polacco naturalizzato inglese Joseph Conrad, autore dello sconvolgente romanzo breve dal titolo Heart of Darkness (Cuore di tenebra) del 1898-1899) - armato semplicemente di un bastoncino dal manico ricurvo, scortato da due bulldogs e da un piccolo negro di Loanda ... Qualche mese più tardi ebbi occasione di vederlo ritornare un po più abbronzato, col suo bastoncino, i suoi cani ed il suo negro, sereno come se fosse stato a fare una passeggiata in un parco ! ". Sarebbe stato assente più di dieci settimane; aveva risalito per centinaia di chilometri il fiume Congo in una lancia privata. Poi era penetrato nella foresta tropicale, aveva cercato ed avvicinato gli indigeni nei loro tuguri, aveva saputo vincere la loro diffidenza, aveva vissuto con essi, dividendone il povero pane fatto di radici. Aveva attraversato regioni infestate da belve e da cannibali. Era passato lungo i laghi dove raramente un europeo si salvava dalla malaria micidiale. Aveva affrontato tutti i pericoli, sostenuto tutti i disagi, sofferto tutte le sofferenze, ma quale terribile e schiacciante atto di accusa aveva riportato alla costa contro Re Leopoldo II° e la sua Amministrazione ! Pressioni e violenze di ogni genere: persecuzioni brutali ed atrocità abominevoli. Indigeni costretti a lavorare come schiavi, affamati, bastonati, imprigionati, mutilati, uccisi. Fanciulli seviziati; donne strappate dai villaggi e tenute in ostaggio per obbligare gli uomini a raccogliere ed a fornire sempre maggior quantità di gomma; villaggi incendiati per rappresaglie; intere tribú fuggite nellinterno per il terrore dei bianchi. Taglie, imposte, esecuzioni in massa ... Il suo rapporto, che egli stesso portò a Londra nel Gennaio 1904, scritto obiettivamente, freddamente, senza esagerazioni, senza enfasi, pieno di fatti e di dati accertati, veniva immediatamente comunicato dallallora " Foreign Secretary " (il Ministro degli Esteri inglese) Henry Charles Keith Petty-Fitzmaurice, 5° Marchese di Lansdowne (Lansdowne House, Berkeley Square 1845-1927), a Re Leopoldo II° ed a tutte le Cancellerie del mondo. Scoppiava cosi lo " scandalo del Congo " (3) . Dopo essere stato Console Britannico anche in Brasile (dal 1906 al 1911), ed avere denunciato analoghe atrocità ai danni degli indios della regione del fiume Putumayo, nella foresta Amazzonica in Perù (il suo rapporto contro " the Peruvian Amazon Rubber Company " fu pubblicato nel 1912), nel 1911 finalmente si dimise, stanco ed ammalato, dalla carriera consolare. Per i suoi meriti egli fu insignito dellOrdine Cavalleresco di San Michele e San Giorgio (1905) e successivamente del titolo di Baronetto (1911). Nonostante provenisse da una famiglia di Protestanti dellUlster, divenne un ardente Nazionalista e finì per aderire al Movimento rivoluzionario dei " Sinn Féin " irlandesi. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale (1914-1918), si recò immediatamente negli Stati Uniti per svolgere negli ambiti irlandesi propaganda anti-britannica, poi nel Novembre 1914 raggiunse Berlino per tentare di indurre, senza successo, i prigionieri irlandesi ad arruolarsi in una Brigata irlandese che affiancasse lEsercito Imperiale Tedesco. Il 12 Aprile del 1916 partì per lIrlanda a bordo di un sommergibile tedesco di scorta al piroscafo, ribattezzato per loccasione con il nome norvegese di " Aud ", e carico delle tanto attese armi destinate ai rivoluzionarî irlandesi. Il piroscafo fu però avvistato ed intercettato dalla nave da guerra inglese " Bluebell " e si autoaffondò; mentre Sir Roger Casement - che invece era riuscito a sbarcare con due suoi compagni (Monteith e Bailey) sulla costa irlandese, nei pressi della baja di Tralee, nella Contea di Kerry, nel sud-ovest dellIrlanda - , fu catturato il 24 Aprile, condotto in gran segreto a Londra, processato dinanzi all " Old Bailey " ed il 29 Giugno riconosciuto colpevole di " alto tradimento ". Nonostante il nobile tentativo di Sir Arthur Conan Doyle e di George Bernard Shaw di intercedere per la commutazione della sua condanna a morte in una più mite pena detentiva, Roger Casement fu così impiccato nella prigione di Pentonvillen il 3 Agosto 1916. Nel 1965 le spoglie mortali di Roger David Casement furono riportate in Irlanda, e dopo un funerale di Stato, sepolte nel Prospect Cemetery a Glasnevin, Dublino, dove ora riposano accanto a quelle di molti altri " eroi dIrlanda " come Daniel OConnell " The Liberator ", Charles Stewart Parnell " The Uncrowned King of Ireland ", Arthur Griffith, Michael Collins, Jim Larkin, la Contessa Constance Markievicz, Éamon de Valera. Ritengo, in conclusione di questo mio intervento, quanto mai giusto riascoltare - quasi dalla sua " viva voce " - , alcune delle vibranti parole pronunciate dallo stesso Sir Roger David Casement al termine del suo processo davanti alla Central Criminal Court (conosciuta anche come " the Old Bailey ") a Londra, il 29 Giugno 1916, dopo essere stato riconosciuto colpevole dal verdetto dei Giurati. (4) " Mio Lord Chief Justice, poiché io desidero di
rivolgermi a un pubblico più vasto di quello che ora mi ascolta, mi propongo di leggere
la dichiarazione che ho da fare. Ciò che leggerò ora è stato scritto da me circa venti
giorni fa. Posso dire subito, mio Lord, che io protesto contro la giurisdizione di questa
Corte e ciò che io ora leggerò è rivolto non a questa Corte ma ai miei compatrioti. Della " Petizione pro - Sir Roger David Casement " promossa da Sir Arthur Conan Doyle, i firmatari furono, tra gli altri: lo scrittore inglese Arnold Bennett (Staffordshire 1867 - 1931), Gilbert Keith Chesterton, scrittore e giornalista inglese (Londra 1874 - 1936), John Galsworthy, romanziere e drammaturgo inglese (Coombe, Surrey 1867 - Londra 1933), il fondatore e primo presidente del " PEN Club " e Premio Nobel per la Letteratura nel 1932, John Drinkwater, poeta e drammaturgo inglese (Leytonstone, Essex 1882 - Londra 1937), Israel Zangwill, scrittore inglese di origine ebraica (Londra 1864 - Midhurst, Essx 1926), Jerome Klapka Jerome, scrittore umorista inglese (Walsall 1859 - Northampton 1927), John Masefield, poeta e romanziere inglese (Ledbury, Herefordshire 1875 - Abington, Berkshire 1967), Sir Thomas Henry Hall Caine, romanziere inglese (Runcorn, Cheshire 1853 - Isola di Man 1931), Sir William Crookes, fisico e chimico inglese (Londra 1832 - 1919), Premio Nobel per la Chimica nel 1907, Maurice Henry Hewlett, poeta e romanziere inglese (Weybridge, Surrey 1861 - Broadchalke, Salisbury 1923), i coniugi Beatrice Potter (Standish, Gloucester 1856 - Liphook, Hampshire 1943) e Sidney James Webb, Barone Passfield, economista ed uomo politico laburista inglese (Londra 1859 - Liphook, Hampshire 1947) ed infine lArcivescovo di Canterbury (la più alta Autorità della Chiesa Anglicana). Il commediografo irlandese George Bernard Shaw (Dublino 1856 - Ayot Saint Lawrence 1950) ne promosse invece una autonoma. Mentre gli scrittori inglesi Herbert George Wells (Bromley, Kent 1868 - 1946) & Rudyard Kiplyng (Bombey, India 1865 - Londra 1936) furono gli unici a rifiutarsi di sottoscrivere ... Il coraggio e lonestà intellettuale dimostrate in tutta la vicenda da Sir Arthur Conan Doyle - leale suddito di Sua Maestà Britannica, come si diceva e questo resta un dato incontrovertibile, ma anche spirito aperto alle ragioni della Verità e di una Giustizia più alta -, furono dunque non indifferenti; davvero un chiaro esempio degli " onesti e ripetuti sforzi compiuti in Inghilterra per definire leterna questione irlandese " . (5)
BIBLIOGRAFIA Sir Arthur Conan Doyle, Ucciderò Sherlock Holmes! Memorie e avventure del creatore del celebre detective, (Titolo originale: Memories and Adventures, Hodder and Stoughton, London 1924. Edizione condotta sulla prima ed unica traduzione 7italiana pubblicata dalla Casa Editrice Cogliati di Milano nel 1925, riscontrata e corretta sulloriginale inglese del 1924 a cura di Francesco Lugnano. Sono state inserite 2 lettere di Sir Arthur Conan Doyle alla madre riguardanti il destino di Sherlock Holmes. Introduzione di Luigi Brioschi, I burattini di Sir Arthur ), Ed. Rosa & Nero, Milano 1987. Martin Booth, The Doctor, the Detective & Arthur Conan Doyle. A Biography of Sir Arthur Conan Doyle, Coronet Books, Hodder and Stoughton, London 1998. Cfr. in merito larticolo di Giulio Giorello, Uno Sherlock Holmes per sir Arthur Conan Doyle, pubblicato sul " Corriere della Sera ", in data Lunedì 1° Settembre 1997, p. 27. Owen Dudley Edwards, The quest for Sherlock Holmes, Penguin Books, London 1984. Cfr. il saggio, assai documentato anche se non proprio recente, di Mario Borsa, La tragica impresa di Sir Roger Casement, "I Libri Verdi", Ed. Oscar Mondadori, Milano-Verona 1932. Cfr. anche (Philip) Nicholas Seton Mansergh (Smuts Professor of the History of British Commonwealth, Cambridge University, 1953-1970; Master of St. Johns College, Cambridge), Voce: Casement, Sir Roger David, in: Encyclopaedia Britannica (First Published in 1768 by A Society of Gentlemen in Scotland), Encyclopaedia Britannica, Inc. William Benton, Publisher, Chicago-London-Toronto-Geneva-Sydney-Tokyo-Manila 1971, Volume 5°, p. 11. Cfr. la Voce: Casement, Sir Roger David, in: Grande Dizionario Enciclopedico, Fondato da Pietro Fedele (3ª Edizione interamente riveduta e accresciuta), Ed. U.T.E.T., Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino 1967, Volume IV°, p. 192. Si veda, infine, anche la Voce: Casement <kèismënt>, Sir Roger, in: Dizionario Enciclopedico Italiano, Istituto della Enciclopedia Italiana, Fondata da Giovanni Treccani (Presidente Onorario Conte Giovanni Treccani degli Alfieri), Ed. Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1955, Volume II°, p. 848. Joseph Conrad, Cuore di tenebra (Titolo originale: Heart of Darkness, 1902. Traduzione italiana di Giorgio Spina. Saggio introduttivo di Stephen A. Reid, I "riti innominabili"), B.U.R. " Biblioteca Universale Rizzoli " - Classici Moderni, Ed. R.C.S. Rizzoli Libri S.p.A., Milano 1989. |