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Alla caccia del treno fantasma La storia di questo articolo comincia molti anni fa quando, indipendentemente luno dallaltro, due sherlockiani cominciarono a riflettere sulla venuta di Holmes a Firenze. Con quale mezzo era arrivato? Sapendo che era giunto a Firenze soltanto una settimana dopo essersi trovato solo, senza soldi, documenti e perso in mezzo alle montagne svizzere, giungemmo alla stessa conclusione: il treno. Aveva certamente dovuto impiegare diversi giorni per coprire la distanza che lo separava dal confine; senza dimenticare che tutti lo stavano cercando. Passare in Italia e raggiungere Milano: solo col treno, Holmes, avrebbe potuto arrivare a Firenze in tempo. Un'altra valida ragione, a parte il criterio temporale, la trovammo nel corso delle nostre ricerche: il clima che si respirava in Italia (e non solo quello meteorologico, di per sé davvero pessimo ) - caccia alluomo e polizia scatenata alla ricerca di anarchici e socialisti latitanti dopo le rivolte del 1° maggio - rendeva assai problematico, per uno straniero, barcamenarsi con carrozze e corriere senza essere notato. Un gentleman in viaggio di piacere verso una delle mete tipiche del "Gran Tour" (il viaggio culturale che tutti dovevano prima o poi fare), avrebbe senzaltro optato per il treno. Treno dunque, ma quale? Questo era il problema. Cominciamo col mettere in chiaro che non esistono orari ufficiali dellepoca. Il primo fu pubblicato dai Fratelli Pozzo assai più tardi (il 1° gennaio 1899, a seguito di una deliberazione del Ministero dei Lavori Pubblici, con cui assumeva la gestione diretta della pubblicazione del vecchio Indicatore Ufficiale) e non vi era alcun Bradshaw delle linee italiane. Allepoca esistevano tre compagnie private, che furono poi nazionalizzate allinizio del secolo. Quella che gestiva la linea Milano-Bologna-Firenze era la società Adriatica, con sede a Firenze. Sapevamo inoltre che la tratta ferroviaria che collegava Bologna a Firenze non era l'attuale "Direttissima" (inaugurata solo nel 1934), ma la mitica e romantica "Porrettana", che transitava da Pistoia: linea amatissima dagli appassionati ed oggi, ovviamente, molto meno frequentata di un tempo (purtroppo alcune delle sue caratteristiche stazioncine sono ormai dismesse). Ma ancora niente orari. Sapevamo anche che tra i treni che giungevano a Firenze, uno in particolare era quello che probabilmente avrebbe preso Holmes: il direttissimo n. 1, detto "Lampo" o "Lampino", come lo avevano affettuosamente ribattezzato i vecchi ferrovieri. Era un treno velocissimo per lepoca, comodo e dotato di tutti gli agi. Non crediate che Holmes avrebbe disprezzato quei lussi, perchè anzi, si trattava di viaggiare in condizioni spaventose. Non cera riscaldamento, la luce era a gas, nelle gallerie si accumulava il fumo e tutto questo era da sopportare per parecchie ore. Un giornale di allora scrisse che le ferrovie italiane non potevano istituire una quarta classe, poiché era umanamente impossibile rendere un viaggio più scomodo che in terza.. Per anni e anni abbiamo cercato e domandato agli appassionati di tutta Italia: buio pesto. Quel che è peggio, mentre era possibile andarsi a leggere Il Resto del Carlino di Bologna, il giornale di Firenze, La Nazione, era stato alluvionato nella Biblioteca Nazionale, come ci aveva preavvertito Mario Spezi fin dal 1987. Continuavamo così a brancolare nel buio. Ma a furia di brancolare... il primo ad indirizzarci sulla buona strada fu M. Panconesi, esperto di treni e grande appassionato proprio della Porrettana, che pubblicò un orario da lui rinvenuto e relativo al 1888! (1). L'orario in questione entrò in vigore nel dicembre di quell'anno, guarda caso proprio in occasione dell'istituzione ufficiale del treno Lampo che partiva da Bologna alle 13.10 ed arrivava a Firenze (in una stazione molto diversa dalla stazione attuale) alle 16.32: tempo di percorrenza incredibilmente breve per un record che rimase imbattuto fino agli anni 30, quando fu aperta la nuova linea che sbucava a Prato! Ci sentivamo a cavallo, anche se un tarlo continuava a roderci: e se lorario fosse cambiato tra il dicembre del 1888 ed il maggio del 1891? Panconesi scuoteva la testa e tutti gli altri esperti pure: secondo loro quellorario era rimasto più o meno invariato per alcuni anni, almeno per quanto riguardava il famoso Lampo. Ma sarà stato vero? Su Il Resto del Carlino non si trovava nulla fino al 12 maggio 1891 (giorno dell'arrivo di Holmes a Firenze ), quando s'informava che, dal 1° giugno, il direttissimo n. 1 sarebbe partito da Milano alle 11.45 per giungere a Firenze alle 19.10. Si trattava però di una modifica che entrava in vigore dopo il passaggio di Holmes e la cosa non ci turbò più di tanto. In seguito però... scoprimmo che esisteva ancora una copia non alluvionata della Nazione, in unaltra biblioteca di Firenze: la Marucelliana. Saperlo e fiondarci lì dentro fu tuttuno. Scoprimmo molte cose nei microfilm del giornale, ma non è qui il caso di parlarne: limitiamoci allorario dei treni. Facemmo una terribile scoperta. Mentre nella Nazione del 15 maggio, come sul Carlino, si avvertiva che il treno direttissimo sarebbe partito da Milano alle 11,45, nell'edizione del 25 era specificato quale treno questo nuovo orario sostituiva: "...Il treno direttissimo che attualmente parte da Milano alle ore 6 di pomeriggio e giunge a Firenze allora incomoda che sappiamo, cioè le 1.30 della notte, partirà da Milano alle 11.34 del mattino arrivando a Firenze alle 6 e tre quarti..." Colpo di scena! Dunque, nel maggio '91 il treno partiva da Milano di sera! O i treni erano due? Noi propendevamo per quest'ipotesi, ma tutti assicuravano che cera UN solo Lampo per Firenze. Pervasi dal sacro fuoco sherlockiano, cominciammo allora a sfogliarci tutta la Nazione. Dal gennaio al maggio '91, niente. Tornammo indietro: gennaio-maggio '90. Niente, sempre niente. Sapevamo tutto sugli orari dei tramvai per Fiesole, per il Chianti, per lImpruneta... ma mai nessun riferimento utile sui treni. Alla fine, però, tanta costanza fu premiata.
Tutto chiaro e problema risolto! E di treni addirittura tre, altro che uno solo, e ovviamente il cambiamento dellestate '91 si riferiva al convoglio del pomeriggio. Quello del mattino era dunque rimasto invariato... o no? A quel punto c'eravamo fissati e continuammo a cercare. Se le cose fossero andate come funzionano ora, lorario invernale sarebbe scattato a settembre: perciò riprendemmo a spulciare da agosto. Naturalmente niente. Avevate dei dubbi? Sembrava che lorario invernale non fosse mai scattato: settembre, ottobre, novembre... Però qualche indizio si riusciva a trovare: scorrendo attentamente le bobine, leggevamo qua e là notizie che riportavano gli orari d'arrivo e partenza d'importanti personalità. Ebbene, quelle stucchevoli, ma per noi utilissime, notizie, si trasformarono in tante piccole tessere che andarono ad incastrarsi perfettamente nel puzzle dell'orario estivo '90 che avevamo precedentemente recuperato. Ne deducemmo che non cerano stati cambiamenti. Facciamo degli esempi:
Alla fine, quando ormai non ci speravamo più e proseguivamo solo per pignoleria, trovammo quel che stavamo cercando. Nella severa aula della Marucelliana, fasciata di legno, enorme e deserta, un urlo belluino testimoniò il nostro trionfo.
E questo lorario invernale del 189: quello con cui viaggiò Sherlock Holmes! E i minimi ritocchi riguardanti il mitico n. 1, ci riconducono agli orari d'arrivo e partenza da cui tutto era cominciato: linvernale del 1888 di Panconesi. Dunque, quando vi diciamo con quale treno ha viaggiato Holmes e a che ora, non scherziamo per niente. E adesso signori in carrozza! |