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Dai ciottoli di Southsea alle radure della Nuova Foresta
Viaggio in Inghilterra 2014

Londra/Portsmouth, 23-25 maggio 2014

Finalmente ci siamo. Dopo che per anni se ne era discusso, senza mai riuscire a trasformare i progetto in realtà, il primo viaggio dell'associazione in Inghilterra si è infine concretizzato. Ecco il resoconto di tre giorni che sono stati per molti aspetti indimenticabili.

Venerdì 23 maggio. L'appuntamento è in Piccadilly Circus per le otto di sera. Ci ritroviamo puntuali di fronte al Criterion Bar and Restaurant, dove in un imprecisato giorno del 1881 avvenne lo storico incontro tra il dottor Watson e il suo vecchio assistente Stamford, che lo presentò a Sherlock Holmes. Con noi ci sono anche Bob e Judi Ellis e Takeshi Shimizu della Sherlock Holmes Society of London per godersi una cena conviviale nello storico locale. La cucina si rivela migliore del previsto e l'ambiente, ristrutturato non molti anni fa e riportato agli storici fasti ottocenteschi dopo anni di declino, ci permette di calarci facilmente con il pensiero nella Londra vittoriana e di rivedere con gli occhi della mente il buon dottore e il suo amico godersi un drink al bar.
Al termine della cena e di una piacevole chiacchierata, scattiamo numerose foto alla targa sul muro che ricorda lo storico evento. Takeshi ha anche portato la riproduzione della targa originariamente apposta dal Baritsu Chapter nel 1953 e successivamente rubata nel 1956 (quella attuale risale a qualche anno dopo) realizzata a cura del Japan Sherlock Holmes Club nel 2013, che dovrebbe essere collocata accanto a quella presente: ne approfittiamo per immortalare entrambi questi cimeli. La serata si chiude abbastanza presto perché l'appuntamento per il ritrovo dell'indomani è previsto a un'ora abbastanza mattutina.

Sabato 24 Maggio. Ci ritroviamo puntuali alla stazione di Waterloo, dove il nostro gruppo si imbarca su un treno delle ferrovie sud-occidentali, diretti alla volta di Porstmouth. Scendiamo alla stazione del porto marittimo, dove ci aspettano i nostri gentili anfitrioni, gli inestimabili Philip e Jane Weller. Dopo gli affettuosi saluti di benvenuto, saliamo sul bus noleggiato per il tour che ci porterà in diverse località di interesse holmesiano e doyleiano.
Prima tappa al museo della Richard Lancelyn Green Collection, ospitato dalla libreria pubblica del municipio di Portsmouth. Lo studioso holmesiano, scomparso nel 2004, ha lasciato in eredità la sua immensa collezione alla città. Le dimensioni di questa collezione sono davvero imponenti e la maggior parte si trova archiviata nei magazzini. L'esposizione visibile al pubblico è piccola, ma ben organizzata: in tre stanze è presente una discreta quantità di esemplari curiosi e interessanti sia per lo studioso holmesiano sia per il turista occasionale. Contro ogni previsione, la giornata è soleggiata, quindi scattiamo una bella foto di gruppo sul prato retrostante il museo.
Seconda fermata al numero 1 di Elm Grove, dove sorgeva una fila di case a schiera dal nome di Bush Villas, dove Sir Arthur Conan Doyle viveva dal 1882 al 1890, quando "scrisse" (o meglio, revisionò per conto di Watson) Uno Studio in Rosso. Il villino è andato distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma una targa (una delle familiari "blue plaques" inglesi), apposta sul moderno edificio che ha preso il suo posto, testimonia il passaggio dell'illustre residente.
Ci spostiamo poi sulla spiaggia di Southsea, un tempo sobborgo turistico e oggi inglobato nella crescita della città. Watson ne L'avventura della scatola di cartone ci dice come avesse dovuto rinunciare alla prospettiva di una vacanza nelle "frescure della New Forest" o sulla "ghiaietta di Southsea" per via delle condizioni del suo conto in banca. Una breve sosta per consentirci di toccare con mano (i più audaci anche con... piede!) l'acqua della baia e ripartiamo alla volta proprio della New Forest.
È qui che infatti si trova la tomba dell'Agente Letterario. Doyle, che all'epoca della sua morte viveva nella casa di Windlesham a Crowborough, fu sepolto inizialmente nel giardino di quella abitazione. La sua vedova, Jean Leckie, aveva però espresso il desiderio di venire sepolta vicino al villino che la coppia possedeva in un piccolo villaggetto della New Forest. Ciò non fu possibile nel 1940, alla morte della signora, per via della guerra in corso; ma questo ultimo desiderio venne easudito nel 1955. La salma di Doyle, con la sua pietra tombale, fu traslata nel piccolo cimitero del villaggio di Minstead, dove riposa accanto alla moglie.
La pioggia, che è caduta abbondante durante l'oretta di viaggio in bus da Portsmouth, ci risparmia ancora una volta e ci permette di goderci la visita a questa oasi di pace e serenità, ombreggiata da alberi giganteschi. Entriamo nella chiesa, piccola ma a sua volta suggestiva. Il cimitero sembra tratto dal prototipo e dallo stereotipo del camposanto della campagna inglese. ACD riposa all'ombra di una grande quercia, con la nota epigrafe "Steel true, blade straight" incisa alla base di una semplice croce di pietra. Rendiamo il doveroso omaggio a colui che è stato giustamente definito come "the second best and wisest man that Watson ever knew" e ricordiamo che, senza di lui, il mondo non avrebbe mai sentito parlare di Sherlock Holmes, del dottor Watson e delle loro fantastiche avventure.
A malincuore ci allontaniamo da questo luogo sacro ai cuori degli holmesiani per le tappe successive del nostro tour. Come detto sopra, Watson nei giorni della canicola londinese sognava "le radure della New Forest" e ci rechiamo a vederne una in particolare, legata a un episodio famoso della storia inglese: la misteriosa morte del re Guglielmo il Rosso durante una partita di caccia. Qui un monumento indica il punto dove sorgeva una quercia sulla quale, secondo una leggenda, una freccia scoccata da Sir Walter Tyrrell rimbalzò e trafisse a morte il sovrano. La sosta è breve e ripartiamo alla volta di Portsmouth, diretti verso una "chicca" speciale a sopresa che i nostri anfitrioni hanno organizzato per noi.
Philip Weller ha infatti preparato una visita riservata ai soci di Usih, legata a un passaggio contenuto ne "I cinque semi d'arancia":

"On the third day after the coming of the letter my father went from home to visit an old friend of his, Major Freebody, who is in command of one of the forts upon Portsdown Hill." [FIVE, 222]

Ci si riferisce al padre di John Openshaw, Joseph, che, come il lettore ricorderà, venne assassinato proprio mentre era in visita presso il suo amico maggiore. Dopo lunghe e minuziose ricerche, Philip ha identificato di quale dei forti di Portsdown Hill si trattava (l'unico che all'epoca era comandato da un maggiore) e ci ha fatto da guida non solo nelle parti del forte che sono attualmente aperte al pubblico (si tratta di un monumento visitabile) ma anche in alcune zone cui normalmente non è possibile accedere, tra le quali i quartieri degli ufficiali, con la sala mensa e il salotto, proprio l'area quindi dove Joseph Openshaw sarebbe stato ospite del suo amico. Giriamo la struttura in lungo e in largo, godendo tra l'altro dell'attrazione "fuori programma" di un folto gruppo di appassionati di rievocazioni storiche accampati, in pieno assetto da battaglia degli eserciti della Guerra Civile Americana, nel vasto cortile della fortezza.
Un tè nel bar del museo ed è tempo di ripartire, perché il pomeriggio volge al termine. Alla stazione di Portsmouth ci congediamo dai nostri carissimi amici ed inestimabili guide Jane e Philip, e riprendiamo il treno per Londra, dove ci dividiamo in gruppetti per trascorrere la serata: alcuni di noi ceneranno al famoso Simpson's-in-the-Strand, altri in un più semplice pub di Holborn (vicino al luogo ove sorgeva l'Holborn Restaurant dove Watson invitò a pranzo Stamford, demolito negli anni cinquanta). Ci ritroveremo domani mattina per la tappa conclusiva del viaggio.

Domenica 25 Maggio. La nostra giornata di pellegrinaggio holmesiano alla ricerca dell'ipotetica collocazione del 221B, seguendo le indicazioni che ci vengono date ne "L'avventura della casa vuota", inizia di buon ora: l'appuntamento è alle 9:30 a Cavendish Square, dove ad uno degli angoli della piazza Holmes e Watson prendono una carrozza. Sulle loro orme ripercorriamo il percorso che compiono per depistare gli uomini di Moriarty, partendo da una delle possibili stradine che i due amici avrebbero potuto percorrere. Come prima tappa canonica arriviamo su Queen Anne Street, una delle vie dei medici per eccellenza, dove lo stesso Dottor Watson aveva lo studio nel 1902; proseguendo, ci troviamo su Bentwick Street, al cui angolo con Welbeck Street Holmes ci racconta di essere saltato prontamente sul marciapiede per evitare una carrozza che gli stava andando addosso, molto probabilmente guidata da uno degli scagnozzi del Napoleone del crimine.
In questo tragitto passiamo davanti a due targhe famose: quella del dottor James Smithson (1764-1829), fondatore dello Smithsonian Institute; e quella del dottor Patrick Manson (1844-1922), che probabilmente corrisponde allo specialista di malattie tropicali de "L'avventura del detective morente". Infatti, la targa recita "Father of Modern Tropical Medicine".
Di seguito, passiamo vicino ad una chiesetta, il che presenta un punto oscuro nella lettura del Canone, poiché Watson ci racconta di aver continuato il tragitto a piedi e di aver attraversato una stradina secondaria; tuttavia, stando alle planimetrie, ogni vicolo è cieco. Una possibilità potrebbe essere quella di un'uscita posteriore della Chiesa, anche se purtroppo questo punto del nostro itinerario non viene risolto.
Nel nostro pellegrinaggio arriviamo a trovarci su Blandford Street, la quale si biforca in due vie laterali: una strada prosegue a destra (Broadstone Place) e l'altra a sinistra (Kendall Place). Da quanto dice il Canone, Watson utilizza la parola "down", il che presupporrebbe che i due amici si siano diretti a sinistra; tuttavia, anche il tratto a destra riporta il nome di Baker Street, il che porta a pensare che sia la soluzione più plausibile come entrata posteriore al 221B. Inoltre, è ironico come ora vi si trovino parcheggi per le moto, mentre all'epoca probabilmente quelli stessi spazi ospitavano delle stalle!
Per quel che riguarda la facciata del palazzo che dà su Baker Street, sembra corrispondere al luogo che stiamo cercando, poiché Watson racconta che, affacciandosi dalla finestra, poté scorgere una carrozza che girava in Oxford Street, e benché il civico sia lontano dall'inizio di quella strada, sarebbe tuttavia stato plausibile. Guardando i palazzi sui due lati possiamo notare che sono tutti di nuova costruzione, ad eccezione soltanto di un edificio in mattoni rossi, unico superstite dell'epoca che ci riguarda, poiché gli altri furono distrutti sia a causa della seconda guerra mondiale, sia a vantaggio della moderna edilizia.
Purtroppo non sapremo mai con certezza dove si trovasse il 221 B, ma d'altronde, come è stato detto da uno dei soci, "Se il dottore fosse stato più preciso, non potremmo divertirci così tanto"!
Il nostro pellegrinaggio si conclude al 239 di Baker Street, dove si trova il museo di Sherlock Holmes, che alcuni decidono di visitare, mentre altri si dedicano esclusivamente al negozio di souvenir. Last but not least, andiamo a rendere omaggio alla statua del maestro all'entrata della metro di Baker Street vicino al museo di Madame Tussaud's, dove le foto ovviamente si sprecano, indossando rigorosamente il Deerstalker.
Intorno a mezzogiorno ci dirigiamo allo Sherlock Holmes Pub, nei pressi di Trafalgar Square, dove si unisce a noi Dena Howlett, membro della SH Society of London, per bere alla salute del nostro; purtroppo, a causa di un barista non troppo simpatico, non riusciamo a vedere il museo che si trova al primo piano, e dobbiamo accontentarci di uno scorcio dalla finestra sul corridoio. Tuttavia, possiamo tirarci su il morale con due tipi di birra chiamati rispettivamente "Watson's wallop" e "The Sherlock Holmes Ale"!
Alle 14:30 abbiamo appuntamento ai Kensington Gardens per un afternoon tea davvero di classe: in un ambiente in stile classico con colonne ioniche e ampie finestre luminose che si aprono sui giardini e sul parco, e con tanto di suonatrice d'arpa, gustiamo una varietà di sandwich, scones, fette di torta, macaroons e cioccolatini, serviti su un tipico vassoio a tre strati, accompagnati da un'ottima teiera di tè in foglie.
Intorno alle 16 purtroppo si conclude la nostra ultima giornata di pellegrinaggio holmesiano. Non resta altro che guardare le fotografie, su cui certo non abbiamo lesinato, e aspettare il prossimo raduno. Per ora, "the game is off"!