| Home >>> The Strand Magazine >>> Strand dicembre 2000 >>> A caccia di snuali | |
|
|
A caccia di snuali
...nomina nuda tenemus.... Un libro di Lewis Carrol meno famoso, ma a mio giudizio forse più affascinante di Alice, è "A caccia di snuali" The Hunting of the Snark: una ricerca impossibile di un animale fantastico impegna uno strano gruppo di avventurosi. Non hanno nulla cui riferirsi se non la loro intelligenza ed il loro coraggio perché se ci si avventura nel campo del fantastico non si hanno punti di riferimento: e infatti usano una carta geografica completamente bianca. La loro ricerca si concluderà tragicamente, perché invece di trovare lo "snualo" verranno sorpresi dal prof Moriarty, pardon, da un boojoum, il peggior pericolo cui potessero andare incontro. Ho citato questo libro perché anche noi holmesiani, in qualche modo, ci esercitiamo in una caccia affascinante e del tutto paradossale nei territori della fantasia, cercando riscontri e spiegazioni di qualcosa che, nelluniverso conosciuto non esiste, provando a dimostrare qualcosa che a livello razionale è impossibile da ammettere. Ma a differenza dei cercatori di snuali abbiamo delle carte con cui possiamo orientarci: il Canone e i riferimenti storici delletà Vittoriana. Sono queste le armi che estrarrò, provando a guidarvi in questa particolarissima caccia ed augurandomi di non imbattermi, alla fine, in un boojoum. Ma prima di partire desidero ringraziare il mio compagno di caccia, Philip, che ha svolto una mole di lavoro eccezionale in un tempo ridicolmente breve, e mi ha snidato dalle pacifiche stanze del Diogenes fiorentino per trascinarmi in questa avventura: munito solo delle poche indicazioni che avevo trovato sulle mie enciclopedie e trattati di musicologia qui in Italia (la presenza certa della Patti in Inghilterra in quel periodo, la sua attività musicale nel 98, quello che dappertutto è citato come un suo libro autobiografico del 1909, la storia della sua vita) Philip ha compiuto con nonchalance e con una vulcanica esplosione di energia una completa ricerca delle fonti e di dati originali. E a lui che va il merito, se pure ve nè, di questo lavoro. Il Problema "Carina sings to-night at the Albert Hall, and we still have time to dress, dine and enjoy." Nellavventura del Fabbricante di colori a riposo (RETI) troviamo Holmes e Watson alle prese con uno strano mistero. Mentre la storia si dipana,e dopo che Watson è andato ad indagare per conto di Holmes, il detective propone allamico di svagarsi recandosi a sentir cantare Carina. Questo è appunto il problema: di chi stiamo parlando? Per affrontare la questione dovremo esaminare il mondo musicale dellepoca, i gusti e le abitudini dei due inquilini di Baker Street e vari riferimenti canonici e storici. Ma per cominciare, dobbiamo definire più esattamente il tempo di cui stiamo parlando. La datazione. RETI è uno dei (ahimè pochi) racconti sulla cui datazione pare esservi un accordo pressoché unanime tra gli studiosi: lestate del 1898. Sembra esservi poco spazio, effettivamente, a discutere su questo punto. Sappiamo che il protagonista della storia, il sig. Josiah Amberley, ha 61 anni, si è ritirato dal lavoro nel 1896, si è sposato allinizio del 1897 e la vicenda che lo riguarda esplode entro due anni da questi eventi (retired in 96, early in 87 he married...within 2 years): dunque entro la fine del 1898. Vari indizi ci indicano inequivocabilmente che la vicenda si svolge in estate: Watson parla chiaramente di un "pomeriggio destate", nel viaggio in treno fa molto caldo, uno dei personaggi porta occhiali da sole con lenti affumicate ( sun glasses.....the weather was hot). Chiunque fosse Carina, perciò, cantava allAlbert Hall in una notte dellestate del 1898. I musicisti a Baker Street. Sui gusti musicali, i pezzi favoriti, i musicisti frequentati da Holmes e Watson, moltissimo è stato scritto. Per quel che ci riguarda qui è importante sottolineare come tutti i musicisti citati nel canone, con leccezione appunto di Carina, sono personaggi assai famosi allepoca. Holmes è come sappiamo (STUD, REDH, FIVE, CARD, DYIN, MUSG, NORW, SECO, NOBL, SIGN, CREE) un ottimo interprete al violino egli stesso e anche un buon compositore: i due amici erano dei veri appassionati di musica e frequentavano assiduamente gli spettacoli musicali londinesi: un buon concerto può essere una buona soluzione, per rilassarsi dopo un caso, come in REDC in cui i due amici si recarono a una manifestazione wagneriana. Ma anche durante i casi Holmes usava i concerti per distrarsi e riprendere meglio poi le sue investigazioni, come appunto in RETI, o in REDH, dove ascoltò il grande violinista Sarasate, o in STUD la Norman Neruda (diretta dal marito, Charles Halle).A proposito di questultima celeberrima violinista Holmes doveva essere un vero "abituèè" dei suoi concerti, visto che dichiara che "i suoi attacchi e i suoi colpi darchetto sono stupendi", e prosegue canticchiando un pezzetto di Chopin che lei suonava particolarmente bene (forse la Barcarolle in Fa maggiore, opera 60) In HOUN poi chiede a Watson se ha mai ascoltato i fratelli De Reszke (uno basso e laltro tenore, polacchi, divenuti famosi al Metropolitan di New York e trapiantati a Londra), dando così per scontato che egli laveva fatto. Non parleremo qui per questioni di spazio dei gusti musicali di Holmes, né di quelli di Watson, pure piuttosto sofisticati, e le possibili illazioni su quali potessero essere i pezzi preferiti dei due cui ci si riferisce, per esempio, in STUD: ci basta per ora sottolineare come i due non fossero affatto spettatori inesperti disposti a presenziare a un evento musicale qualunque, ma dei palati raffinati abituati al meglio del mondo musicale contemporaneo. Il nome di Carina non solo non compare nelle enciclopedie musicali odierne, ma neppure nei testi più datati e non corrisponde quindi ad alcun cantante che abbia raggiunto una certa notorietà. Conoscendo la raffinatezza dei gusti di Holmes è da escludere che egli abbia proposto a Watson di assistere ad uno spettacolo di basso livello, senza contare il fatto che il concerto era allAlbert Hall, uno templi della buona musica. Daltronde negli avvisi dei giornali londinesi non si trova notizia di un tale concerto nemmeno in altri teatri minori. Dobbiamo quindi concludere che Carina non è il nome dellartista in questione. Carina come nome in codice. Se "Carina" non è semplicemente il nome dellartista che cantò quella sera destate, di che si può trattare? E evidente dal contesto che il significato della parola è assolutamente chiaro a Watson, che infatti non chiede spiegazioni. Ci si potrebbe divertire a tentare anagrammi, trasposizioni in cifre e vari arzigogoli enigmistici, ma francamente mi paiono soluzioni cervellotiche: Watson non batte ciglio alla frase di Holmes, non si mette a cercare nel Bradshaw la prima parola del quarto rigo o cose simili. Quello di cui abbiamo bisogno è una soluzione semplice, perché la parola sembra essere usata semplicemente, come un termine condiviso dai due amici ogni giorno. Lidea che vi propongo è quella di considerare "Carina" come la parola italiana "carina", aggettivo di genere femminile. Holmes la lingua italiana. Sui legami tra Holmes e lItalia molto si è dibattuto in passato e naturalmente, come italiani, la cosa è stata al centro dellattenzione della mia società da sempre. A parte tanti piccoli indizi che si ritrovano nel canone, e i tanti riferimenti allItalia di Holmes, lepisodio più probante della buona conoscenza della lingua da parte di Holmes è ovviamente in REDC dove egli identifica immediatamente la parola "attenta" come italiana, la traduce correttamente (beware) e sottolinea a Watson come la desinenza "a" significhi che lesortazione è rivolta ad una donna: cosa questa, come vedremo, assai importante nel nostro caso. Per inciso ricordiamo che lepisodio è stato assai discusso perché, si dice, il codice usato (un lampo di luce per la lettera a, due per la lettera b, ecc.) è un assoluto non senso: Holmes dice che vede 20 lampi e dunque che si tratta di una T. Ma nellalfabeto italiano (e italiani sono sia che fa il messaggio sia chi lo dovrebbe ricevere) la lettera T è solo al diciottesimo, mentre al ventesimo cè la lettera V. Ci sembra una discussione, questa sì, senza senso: i due italiani temevano che il messaggio potesse essere intercettato da Gorgiano, il killer camorrista da cui fuggivano, anchesso italiano: usano lalfabeto inglese previo accordo tra loro su questo punto- proprio perché Gorgiano avrebbe usato quello italiano, senza poter identificare così il messaggio anche se avesse compreso il tipo di codice. Il significato di "carina". Se ammettiamo per un istante che "Carina" possa essere la parola italiana "carina", è importante discutere su quale sia il suo reale significato nella lingua italiana. Prima di tutto si tratta di un aggettivo femminile, rivolto perciò ad una donna. Il significato può essere riferito alla bellezza fisica: ma in questo caso si usano in genere altri aggettivi. In questo senso si dice "carina" di una ragazza abbastanza gradevole, ma non assolutamente bella. Più spesso il termine indica una persona gradevole dal punto di vista dei rapporti umani: cordiale, simpatica, dolce, disponibile, eccetera. Il termine inoltre può essere riferito in una conversazione di una terza persona, ma non in sua presenza: in altri termini, si tratta di un complimento in gradi di mettere in imbarazzo una persona che non sia familiare. Dire ad una donna che troviamo il suo modo di fare carino è possibile in una conoscenza approfondita e in qualche modo affettuosa, non certo tra estranei o in rapporti comunque formali. "Carina" come soprannome. Nessuna delle cantanti donne a Londra in quel periodo risulta essere mai stata indicata con questo nome. Così non si deve trattare di un soprannome popolare, ma di un modo gergale di riferirsi ad una persona precisa: un soprannome con cui i due amici indicavano una terza persona. Qualcosa di simile alla parola "Professore" che certamente in Baker Street (almeno dopo la fine degli anni 80, quando Watson fu messo a conoscenza della sua esistenza) indicava infallibilmente James Moriarty, o come "La Donna". Se accettiamo questa linea, che carina cioè sia un soprannome, dobbiamo desumere quindi che tratti di un soprannome intimo, non conosciuto al di fuori di una strettissima cerchia: forse solo Holmes, Watson, e la persona interessata. Dunque siamo autorizzati a pensare a un rapporto di conoscenza stretta,,forse di amicizia, certo di confidenza. Questo aspetto tra laltro spiega bene come Holmes proponga a Watson di recarsi al concerto allultimo tuffo, senza preoccuparsi affatto per la questione dei biglietti, cosa non scontata se si trattava di una artista famosa per cui valesse la pena di scomodarsi. Neanche Watson dubita di non trovare posto, perché "Carina" avrebbe sicuramente procurato la possibilità di entrare, se interpellata. I soprannomi e lItalia. In Italia luso di riferirsi ad una persona con un nomignolo gergale è ampiamente diffuso, e ancora di più lo era un secolo fa. Specialmente in alcune regioni e soprattutto nei piccoli paesi è assai più facile avere informazioni su qualcuno riferendosi a lui col suo soprannome, che col suo nome vero che spesso è del tutto inutilizzato fino al punto da essere dimenticato. Vorrei sottolineare inoltre che la stessa persona può avere diversi soprannomi, variabili in tempi diversi e in diversi contesti. Farò alcuni esempi personali per chiarire. Mio nonno Giulio, nato nel 1900, era noto da giovane come "Canapino", dalla canapa, per i suoi capelli biondi, che si scurirono assai presto, portando a un cambio nel soprannome. Un mio amico detto ironicamente "Capino" (Little Head) per la gran massa di riccioli che gli gonfiavano la testa è ora ahimè calvo quanto me, e nessuno lo ricorda più con quel soprannome. Talvolta esistono soprannomi molto intimi, usati cioè solo in un contesto assolutamente intimo e usare il quale al di fuori di quella ristretta cerchia sarebbe assolutamente scortese: anni fa ero conosciuto come il "cinghiale dInghilterra" tra gli amici con cui giocavo ad un war-game particolare in cui usavo come segnalino un cinghiale: ma avrei certamente reagito violentemente se fossi stato apostrofato in quel modo da qualcuno che non fosse uno dei giocatori, e perfino dagli stessi amici giocatori fuori dal contesto del gioco. Lipotesi di Adelina Patti. La nostra cantante perciò deve essere una donna (carina è di genere femminile), una artista di grande livello (i gusti di Holmes e Watson sono difficili), attiva nellestate del 1898 (RETI), con una relazione damicizia piuttosto intima con Holmes e Watson (il tipo di soprannome, la mancanza di biglietti), per la quale abbia un senso usare una parola italiana. Tutti questi requisiti sembrano perfettamente seguiti dalla identificazione di Carina in Adelina Patti. Non ripeterò qui la massa dei dati che il mio amico Philip ha già elencato per non abusare della vostra pazienza, ma ricapitolerò per voi quelli più importanti ai nostri fini.
Carina e lOpera: RETI come melodramma. La Patti divenne famosa con la sua partecipazione nel ruolo di protagonista nei classici melodrammi italiani, da Donizetti a Verdi passando per Rossini. E possibile pensare che la stessa citazione di Holmes a Watson di Carina-Patti possa essere un messaggio in codice, una sottile allusione al caso che si sta svolgendo. Quando Holmes invita Watson, nellattesa di riprendere le indagini il giorno dopo, a recarsi al concerto, il buon Dottore non sospetta affatto che dietro la vicenda su cui ha appena indagato personalmente si nasconda un duplice omicidio. Holmes invece ha avuto subito dei dubbi dalla relazione del suo amico, come ci dirà nella spiegazione finale del caso, e proprio un attimo prima di proporre il concerto e di fare il suo riferimento a Carina sottolinea a Watson che non tutto è come sembra, e che vi sono difficoltà, forse solo nella sua immaginazione. Al tempo in cui il concerto si svolge la Patti si era ritirata dallOpera, nel senso che non compariva più sulla scena operistica: i suoi concerti erano però naturalmente una somma dei suoi pezzi forti, e la grande soprano era divenuta famosissima non solo per le parti "leggere" ma soprattutto per i ruoli drammatici delle eroine dei grandi melodrammi. Lallusione a Carina può essere quindi un sottile messaggio di Holmes che si riferisce al melodramma italiano, ai drammi della gelosia, di amore e di morte che si rappresentavano sulle scene. La trama di RETI, con il tradimento vero o supposto, lodio covato a lungo, la progettazione della vendetta, la trappola, lorrenda morte delle due vittime, latroce arroganza del malvagio colpevole ed infine la sua punizione che si concluderà certamente con la forca, sarebbero una trama perfetta per quel genere di rappresentazione. Citare la Patti in connessione allimmaginazione e alla possibilità che le cose non siano andate come sembrano può essere uno di quei messaggi criptici di cui Holmes si deliziava e che né Watson né noi poveri lettori afferriamo mai al volo. Watson pur ben sapendo chi fosse Carina e come fosse legata al melodramma non comprese a fondo lallusione dellamico, e fu per questo sorpreso dagli eventi successivi. Un pizzico di psicologia: unamicizia possibile? Ma per accettare lidea di un rapporto stretto tra Holmes, Watson e la Patti, dobbiamo domandarci su quali basi una tale amicizia può essere nata. Watson, ammiratore del bel sesso e uomo aperto e cordiale, non ci pone problemi: ma cosa dire di una donna capricciosa e dispotica, e di un uomo così riservato da dire che il suo unico amico è Watson (BOSC)? Se questo rapporto risulta fondamentalmente impossibile, tutta la nostra tesi vacillerebbe. Fortunatamente vedremo che non è così e che attraverso molte strade i due grandi personaggi possono essersi apprezzati lun laltro. Psicologia di unamicizia: La Traviata. Esistono delle inquietanti, sottili somiglianze tra la figura della Patti e quella di Irene Adler, "colei che fu sempre per lui La Donna". Entrambe cantanti liriche non più sulla scena operistica (la Adler ritiratasi, la Patti dedicatasi allattività concertistica), legate allItalia (la Adler aveva cantato alla Scala) e residenti a Londra, entrambe frequentavano il bel mondo e la nobiltà (la relazione col re di Boemia e lamicizia, forse non del tutto platonica, col principe Edoardo) pur finendo con lo sposare dei borghesi: entrambe belle ed intelligenti, dalla vita privata assai discutibile (la Adler è connotata come avventuriera, la Patti ha una vita scandalosa). Esistono naturalmente delle differenze: la Patti è una grande Soprano, la Adler un buon contralto: la Patti è nata nel 43, laltra nel 58: la Patti è italiana, emigrante in USA come molti italiani e raggiunge il successo negli Stati Uniti, mentre la Adler, nata nel New Jersey, va a cantare in Italia. Si potrebbe addirittura ipotizzare che in realtà le due siano la stessa persona e che SCAN sia la cronaca di una avventura capitata alla Patti, opportunamente modificata da Watson per non comprometterla. In questo caso dietro il Re di Boemia potrebbe nascondersi Edoardo, Principe di Galles (peraltro già sposato fin dal 1863). Questa idea tuttavia cozza non tanto con le differenze già elencate tra i due personaggi, non tanto col fatto che Watson ci dice la Adler essere morta già nel 1891 (particolari questi tutti che il buon Dottore avrebbe potuto modificare artatamente proprio per nascondere la verità) ma anche con le nozze della Adler con lamericano Norton, cui assistiamo in SCAN. La Patti allepoca di SCAN (1888) era sposata col tenore Nicolini e dovremmo ammettere che non di matrimonio si sia trattato, ma di un ritorno a casa dopo una crisi coniugale. Anche questo può essere spiegato con un camuffamento voluto, ma alla fine di SCAN resterebbe ben poco: tutta la seconda parte dellavventura, con lepisodio di Holmes beffato costretto a fungere da testimone alle nozze di lei, sarebbe stata inventata di sana pianta e questo andrebbe ben oltre un semplice camuffamento di alcuni dati da parte di Watson. La cosa si fa complicata e usando il rasoio di Occam dobbiamo rifiutare una tesi che ci procura più problemi di quanti non ce ne risolva. Possiamo tuttavia ammettere tranquillamente che le notevoli analogie tra le due donne abbiano colpito Holmes e favorito la nascita di una amicizia tra lui e la Patti. Psicologia di unamicizia: A certain gracious lady. più parti la figura della Patti è stata accostata a quella della Regina Vittoria non solo per la lunghezza del suo "regno" ma anche per leccezionale messe di successi raggiunti. Le folle si accalcavano in tutto il mondo per vederla: tra i suoi più ferventi ammiratori vi furono Alessandro II di Russia, Napoleone III, Franz Josef d Austria, Wilhelm I di Prussia, Edward VII, Leone Tolstoy, Oscar Wilde, Henry James e Théophile Gautier. Fu elogiata da Rossini, Verdi, Berlioz, Saint-Saëns, Gounod, Tchaikovsky. Critici terribili come Henry Chorely, Eduard Hanslick e George Bernard Shaw, la adoravano. Perfino le altre soprano impazzivano per lei: Jenny Lind dichiarò che "Cè solo un Niagara, e una sola Patti". La Tetrazzini si buttò ai suoi piedi dopo un suo assolo. Molti studiosi hanno approfondito il sentimento di Holmes per le donne che era un mix di profondo rispetto, di una certa diffidenza e di un cavalleresco senso di protezione. Per due grandi donne, la Regina Vittoria e la Adler (che lo aveva battuto) egli nutriva una certa deferenza e una grande ammirazione. Non poteva certo non essere stimolato dal contatto intellettuale di una personalità come la Patti. Lei daltronde, prima donna e capricciosa comera, "Regina", difficilmente avrebbe evitato di contattare il Principe di Baker Street, il primo dai detective. Dal confronto, e forse lo scontro, dei due primi ingegni dInghilterra deve essere nata una amicizia. Psicologia di unamicizia; la musica. Sembra scontato notare che la comune passione per la musica abbia potuto accomunare i due: ma si potrebbe obiettare che Holmes dice chiaramente (REDH) che ama la musica tedesca più di quella italiana e francese. Questo però non gli impedisce di apprezzare Chopin (STUD), di recarsi allopera (HOUN,REDC) e di seguire Sarasate, violinista e compositore spagnolo, per non parlare del suo amore per Paganini (CARD). Insomma: pur preferendo la musica tedesca Holmes apprezzava anche le altre. Daltronde la Patti aveva un repertorio non limitato alloperistica italiana, ma cantava veramente di tutto. Cantava tra laltro anche canzoni popolari, che riteneva quasi più difficili di tante arie operistiche: e vale la pena ricordare che in STUD Watson ci dice che tra i suoi pezzi preferiti vi sono i Lieder di Mendellshon-Bartoldi: ora si può trattare dei lieder vocali, ma è assai più probabile che si tratti delle trascrizioni per violino a cura di Joseph Joachim dei Lieder ohne worte, celeberrimi e cantati da tutte le signorine di buona famiglia: motivi tratti da canzoni popolari e con cui certamente la Patti avrà deliziato il Buon Dottore. Psicologia di unamicizia: la Patti, Holmes, i potenti e il denaro. Con un riferimento allhumour e a un altro significato di carina. La Patti ebbe sempre fama di essere attaccata al denaro per i suoi enormi compensi e lassoluta inflessibilità nellesigerli. Si raccontano ancora aneddoti gustosi su tutto questo, ma più che dimostrare una certa avarizia nella donna, sembrano indicare una assoluta coscienza del proprio straordinario valore e una non volontà di assoggettarsi al capriccio dei potenti e dei nobili: se la volevano, dovevano pagarla. A un impresario americano, che alle sue pretese disse che la cifra da lei richiesta per una esibizione era quello che il Presidente degli Stati Uniti riceveva in un anno, lei replicò freddamente "Fate cantare lui, dunque." Come ben sappiamo latteggiamento di Holmes verso il denaro era profondamente diverso, ma anche lui, ad esempio col Duca di Holdernesse, pretese una grossa somma, più che altro per punirlo del suo comportamento. Pur amando larte per larte egli tratta allo stesso modo i suoi clienti, che si tratti di un personaggio altolocato o di una governante. In entrambi cè la sicurezza della propria superiorità e un assoluta mancanza di eccessiva deferenza verso la nobiltà e i potenti (vedi latteggiamento di Holmes in MAZA) che deve aver giocato nel renderli amici. A questo riguardo è forse il caso di sottolineare un altro significato che la parola "cara" può avere in italiano: quello di "costoso". Il soprannome di Carina potrebbe avere anche un significato ironico che allude agli spropositati cachet pretesi dalla Patti: lhumour di cui era dotato il detective, ma che non difettava certo alla cantante, può essere stato anchesso un elemento collante. I precedenti. Se accettiamo lidea di Carina come Patti e dunque di un rapporto stretto tra la Patti, Holmes e Watson nel 1898, dobbiamo presumere ovviamente che questo rapporto sia nato ben prima. Lilluminante episodio scoperto da Philip, la presenza cioè di due uomini "non ignoti alla polizia" come comparse sul palco dellopera su cui la Patti si esibiva indossando preziosissimi gioielli rappresenta certo una intrigante possibilità e un indizio assai probante: direi quasi una certezza.. Ma ci sono altre piste di indagine, che qui si aprono, e su cui purtroppo non possiamo sapere nulla. Holmes era assai attivo in quegli anni e potrebbe aver incrociato la pista della Patti per molti motivi. Lo stesso Watson, che tende a presentare sé stesso come uno dei tanti medici londinesi, e che in realtà aveva doti non comuni, (BOSC,CREE,FINA,STOC,TWIS,DYIN) e che non perdeva occasione daggiornarsi (STOC,GOLD,RESI), avrebbe potuto essere stato consultato per lei, ai tempi in cui la sua lista dei pazienti era "fairly long". Qualunque sia stata loccasione, gli interessi comuni e i motivi di reciproco interesse tra i tre devono aver posto le basi per una approfondita conoscenza. Conclusioni: una modesta proposta. Una ricerca holmesiana, come la caccia agli snuali, è spesso destinata a non concludersi mai definitivamente, perché nel nostro mondo holmesiano le uniche certezze vengono dal Canone, ed è da lì che partiamo per le nostre inchieste. In questo caso abbiamo avanzato una teoria che non cozza con nessun elemento canonico, che è perfettamente accettabile dal punto di vista logico e ha numerosi riscontri storici. Il tipo di soprannome sarebbe stato adatto alla Patti per vari motivi, e il concerto in questione può essere quello del Luglio 1898. Questo presupporrebbe un rapporto di confidenza precedente al 1898, e questo rapporto è perfettamente concepibile visti la psicologia e gli interessi dei soggetti coinvolti: grazie alle ricerche di Philip Weller è stato identificato il possibile nesso tra i protagonisti di questa storia, che risalirebbe ad alcuni anni prima. Abbiamo preso uno snualo? Abbiamo preso un boojoum? Ai posteri lardua sentenza, disse il Manzoni. Possiamo però concludere con almeno una certezza: quella di aver costruito una ricerca holmesiana sui due capi della Manica avviando una collaborazione italo-britannica che non trovava leguale dai tempi del trattato navale e che ci fa sentire tutti insieme sotto il portone di Baker Street sperando in una radiosa giornata di sole: poco british, ma credetemi, assai più confortevole. Consentiteci di concludere questa modesta proposta con un tocco di cultura italiana a nostro parere in tono, anche se Holmes preferiva la musica tedesca e la Patti non poté certo conoscere la "Turandot" del grande Puccini. E proprio lultima opera del grande musicista toscano che vorremmo citare a proposito di Carina, là dove si propone a Turandot lultimo enigma, quello definitivo: scoprire, esattamente al contrario della nostra ricerca, il nome segreto di un personaggio già noto, il protagonista maschile dellopera (di cui taceremo anche noi il nome, per costringervi alla stessa ricerca che dovette tentare Turandot. Ma per voi sarà più facile). "Ma il mio mistero è chiuso in me, il nome mio nessun saprà... Dilegua o Notte, tramontate stelle: allalba vincerò". E su queste note esaltanti, da ascoltare reverenti in silenzio, che togliamo in silenzio il disturbo. |